Il modo con cui l'artista volge l'attenzione a sè stesso è variato nella storia

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V. van Gogh 'Autoritratto; H.C.Bresson, Autoritratto; A.Grosso Ciponte, Autoritratto da zombie

venerdì 12 dicembre 2014

Post-Produzione nella variegata utenza contemporanea

Con la diffusione della fotografia digitale, parallelamente si è sviluppata quella particolare serie di operazioni che viene comunemente detta post-produzione.
Ai tempi della fotografia analogica che richiedeva una pellicola impressionabile dalla luce, la fase terminale della produzione di una foto era costituita dallo sviluppo in camera oscura. Nei giorni nostri, questa è stata sostituita dallo sviluppo ''digitale''. Il file nativo prodotto dalla fotocamera digitale è detto .Raw e può essere paragonato al negativo della pellicola. Esattamente come nel passato, il file .raw necessita di uno sviluppo. Il file sviluppato solitamente è di tipo .jpeg. E' anche possibile scattare direttamente ottenendo un file di questo tipo, ma facendo ciò si impone alla fotocamera uno sviluppo automatizzato che, spesso, preclude l'ottenere la massima qualità da uno scatto.
Se nel passato lo sviluppo indicava una certa serie di operazioni fisiche (uso di acidi, ingranditori, tempi cronometrati), ora sono divenute digitali e vengono svolte tramite programmi per computer nati appunto con questo fine (primi fra tutti Photoshop, Gimp, Lightroom, Pixlr). Ciò che ha segnato un grandissimo cambiamento rispetto al passato è la grande elasticità del file .raw. Con la premessa di non perdere alcunchè del proprio lavoro, dato che un file digitale è facilmente recuperabile, è possibile stravolgere totalmente uno scatto, ottenendo spesso qualcosa che nei tempi della fotografia analogica non era possibile.


Questo ha portato una rivoluzione in ambito lavorativo e ha diminuito incredibilmente le spese poichè con un semplice pc non è più necessario acquistare pellicola, carta fotografica, materiali per lo sviluppo.
Inizialmente questo tipo di tecnologia era complicata, di non immediato utilizzo, e per questo poco diffusa. Con gli anni, tuttavia, è divenuta sempre più semplice e accessibile, con la conseguenza di diffondersi anche tra i fotografi non professionisti.
Tutt'ora, piccoli programmi di fotoritocco sono presenti anche in qualsiasi  smartphone. Ciò significa che chiunque ha la possibilità di scattare foto e modificarle anche in modo eccessivo.
Analizzando il punto di vista che potrebbe essere considerato ''morale'' della post-produzione, inizialmente è stata concepita per supplire alle limitazioni insite nello strumento digitale. Più nello specifico, il cuore della fotocamera digitale è costituito da un sensore digitale che ha il compito di trasformare un segnale luminoso in uno digitale (luce in pixls). Tuttavia, questo non è in grado di cogliere la totale gamma dinamica dell'immagine reale: questo semplicemente indica che in due zone ad altro contrasto (luci forti e ombre buie), il sensore non è in grado di captare il dettaglio di entrambe, ma solo di una, a differenza dell'occhio umano che, provvisto di una virtuale gamma dinamica molto superiore, è in grado di farlo. La post-produzione è nata dunque con lo scopo di avvicinare il più possibile lo strumento digitale all'occhio umano. Questa concezione tuttavia è stata velocemente abbandonata a causa delle diffusione di massa dell'accessibilità delle operazioni. Data la grande elasticità del file negativo digitale (seppur in minor quantità, anche del .jpeg) e dell'utilizzo di foto in social network, la post-produzione viene utilizzata, come già detto in un mio precedente post, per migliorare la propria immagine, per mettere in evidenza aspetti positivi di sè o all'opposto, nascondere aspetti negativi.
Queste incredibili possibilità fornite dalla tecnologia contemporanea vanno ad aumentare il divario che si è creato, ed è in continuo accrescimento, tra la reale immagine di sè e l'immagine che si desidera di sè, costituita dall'immagine virtuale.
L'obiettivo è quindi imparare a non abusare della tecnologia, ma apprezzarne le possibilità e sfruttarle nei migliori e più costruttivi modi.

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